Da quasi due anni, il settore dell’intelligenza artificiale rappresenta il motore più potente alla base dei rendimenti azionari globali. Ha spinto al rialzo gli indici, concentrando la loro leadership in una manciata di titoli a capitalizzazione molto elevata e lasciando gran parte del resto del mercato a muoversi nella sua ombra.
Da quasi due anni, il settore dell’intelligenza artificiale (AI) è il motore più potente alla base dei rendimenti azionari globali. Ha spinto al rialzo gli indici, concentrando la loro leadership in una manciata di titoli a mega-capitalizzazione e lasciando gran parte del resto del mercato a oscillare nella sua ombra. Il rischio di tale concentrazione è emerso chiaramente a luglio, quando una breve correzione dei titoli legati all’intelligenza artificiale è bastata a scatenare un’ondata di panico nei mercati più ampi. Agli investitori è stato ricordato, con un certo disagio, quanto il destino dei loro portafogli dipenda ormai da un unico fattore.
È proprio per questo che oggi meritano un’attenzione particolare le strategie in grado di generare solidi rendimenti corretti per il rischio senza fare affidamento sul trend dell’IA. Riteniamo che prendere in considerazione un approccio sistematico multi-strategia sia un modo davvero interessante per diversificare il rischio di un portafoglio bilanciato: può adeguare e neutralizzare sistematicamente l’esposizione a fattori specifici, generando al contempo performance convincenti nei diversi cicli di mercato.
In pratica, ci piace combinare quattro specifiche famiglie di strategie all’interno di un tale veicolo: equity market neutral (EMN), quant macro, trend following e trading a breve termine. L’equity market neutral estrae l’alfa dalla selezione dei titoli eliminando al contempo l’esposizione al mercato in generale, rendendolo un diversificatore naturale contro un singolo tema dominante come l’IA. Il quant macro opera sistematicamente su tassi, valute e materie prime, posizionandosi in base ai cambiamenti di regime piuttosto che su una singola classe di attività. Il trend following coglie i movimenti direzionali sostenuti non appena emergono. Il trading a breve termine sfrutta le dislocazioni tattiche più rapide, aggiungendo un orizzonte temporale diverso e una bassa sovrapposizione con le altre tre strategie. Nel loro insieme, questa combinazione è progettata per ottenere risultati in una gamma di contesti più ampia rispetto a quanto potrebbe fare da solo qualsiasi singolo stile.
Da inizio anno nel 2026, l’EMN ha mostrato una correlazione di -0,43 con il fattore IA – la più negativa delle quattro – con il portafoglio più ampio anch’esso negativo a -0,23. Il quant macro si attesta vicino allo zero a -0,07, mentre il trend following, com’era prevedibile, registra un valore positivo di 0,27 data la sua tendenza a cavalcare trend affollati. Una correlazione bassa o negativa con l’IA è rara al giorno d’oggi, offrendo agli investitori una diversificazione autentica piuttosto che un’altra scommessa mascherata sulla stessa manciata di titoli.
Qualora il trading sull’IA dovesse subire una forte correzione o una rotazione violenta come a luglio, l’EMN appare ben posizionato. La sua esposizione al tema dell’IA è limitata dal punto di vista direzionale, quindi il suo rendimento dovrebbe rimanere in gran parte non correlato a un calo guidato dall’IA, e la forte performance di luglio ne è la prova. L’esposizione ai trend all’interno del mix è volutamente modesta e il portafoglio non è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato, quindi i titoli più importanti che guidano lo slancio del mercato in generale non esercitano un’influenza sproporzionata.
Il reddito fisso è un altro pilastro di questa strategia: a causa della bassa dispersione e della bassa volatilità, il segmento ha attraversato un periodo difficile negli ultimi tre anni e, dopo 18 mesi particolarmente difficili, i rendimenti si stanno muovendo con maggiore convinzione, aprendo un ventaglio di opportunità più ampio, sia direttamente che attraverso le altre classi di attività in cui operano queste strategie. Tuttavia, va ricordato che nel decennio precedente al 2023 è stato il principale fattore di contributo tra tali strategie.
Anche le valute stanno svolgendo silenziosamente un importante ruolo di diversificazione, assorbendo gran parte della dispersione macroeconomica e geopolitica che i mercati dei tassi non hanno assorbito. Un vero vantaggio di questo approccio è che non richiede un chiaro orientamento a lungo termine per generare performance; infatti, il capitale può orientarsi ovunque si manifesti la dispersione.
Per quanto riguarda specificamente i tassi, l’ingrediente mancante è stata una direzionalità sostenuta piuttosto che la semplice volatilità. Ciò dovrebbe emergere non appena una narrativa inizierà a prevalere tra i regimi macroeconomici concorrenti in gioco, ad esempio uno shock nell’approvvigionamento energetico, un’espansione fiscale e un aumento delle emissioni sovrane. Abbiamo osservato un cambiamento nelle aspettative di inflazione e abbiamo visto tutte le economie sviluppate costrette ad aumentare i tassi di interesse.
La storia offre un contesto utile per capire quanto durino questi regimi di “crollo della volatilità”: i rendimenti decennali statunitensi, ad esempio, sono rimasti per circa un anno (da aprile 2025 a marzo 2026) confinati in un intervallo insolitamente ristretto dopo un lungo periodo di movimenti costanti. Tali regimi raramente persistono all’infinito. Riteniamo che queste strategie sistematiche, supportate da una solida ricerca e da modelli collaudati, siano ben attrezzate per affrontare quello che sembra essere un contesto di mercato interessante, indipendentemente dal fatto che la narrativa sull’IA continui o meno a dettare la direzione del mercato.
Nel complesso, il messaggio per gli allocatori è chiaro: il tema dell’IA è stato un fattore di rendimento potente ma limitato, e questa stessa limitatezza rappresenta di per sé un rischio. Una combinazione di EMN, strategie quant-macro, trend following e trading a breve termine, insieme a un insieme di opportunità nel reddito fisso che si sta finalmente riaprendo, offre un modo credibile per diversificare i fattori di performance senza rinunciare a rendimenti solidi e adeguati al rischio. Tutto ciò deve essere combinato con un solido processo di gestione del rischio.
Destinato agli investitori professionali in Svizzera o agli investitori professionali secondo la definizione prevista dalla normativa vigente. Gli investimenti in hedge fund comportano rischi significativi, tra cui il rischio di illiquidità, di perdita di capitale, rischi specifici legati alla strategia e rischi connessi alla leva finanziaria.
Le opinioni qui espresse sono valide al 25 settembre 2026 e sono soggette a modifiche senza preavviso. Il lettore non deve fare affidamento su queste informazioni come ricerca o consulenza di investimento in merito a un particolare fondo, strategia o titolo. I rendimenti passati non sono indicativi dei risultati attuali o futuri. Eventuali previsioni, proiezioni o obiettivi, ove forniti, sono puramente indicativi e non sono in alcun modo garantiti.
Le opinioni e i pareri espressi dai gestori dei fondi (interni o esterni) possono differire dalla visione della società. Sono riportati a scopo informativo e non costituiscono una consulenza in materia di investimenti né una raccomandazione.