In un podcast ospitato da UBP, Kier Boley, CIO di UBP Alternative Investment Solutions, ha parlato con Joseph Kelly, Managing Partner di Campbell, di due temi che attualmente caratterizzano il dialogo con gli investitori: l’ascesa dell’intelligenza artificiale e la sfida di orientarsi in un contesto macroeconomico imprevedibile.
Per Campbell, un gestore sistematico multi-strategia che vanta una collaborazione di lunga data con UBP, l’intelligenza artificiale può offrire nuove efficienze e capacità di ricerca, ma può anche generare esposizioni sovraffollate nei vari mercati. Come ha affermato Joseph Kelly, l’IA è «ovviamente l’argomento del momento, forse addirittura del decennio». Per un gestore quantitativo, la questione non riguarda solo il modo in cui l’IA influisce sui prezzi di mercato, ma anche come possa essere integrata nel processo di investimento stesso.
Campbell ha iniziato a utilizzare strumenti di IA nel 2022, inizialmente per attività quali l’ottimizzazione della ricerca e il completamento del codice. Da allora, la società è passata a strumenti di codifica agentica più avanzati, tra cui Claude Code. Kelly ha descritto questo passaggio come un’evoluzione da semplici guadagni in termini di efficienza a «l’equivalente di un ingegnere seduto accanto a te», con il potenziale di comprimere processi che un tempo richiedevano mesi in pochi giorni o settimane.
Tuttavia, ha avuto cura di non presentare l’IA come un sostituto del giudizio di investimento. Uno dei suoi punti più chiari è stato che «l’esperienza nel settore conta ancora». Campbell ha affiancato professionisti esperti nel campo degli investimenti alle proprie iniziative di IA, tra cui un membro del Comitato di investimento con un dottorato in fisica che gestisce il programma sui derivati dell’azienda. Secondo Kelly, tale competenza è essenziale per rendere utilizzabili i risultati dell’IA.
«Senza il suo contributo nel fornire un contesto ai risultati ottenuti da tali iniziative di IA, questi non sarebbero corretti e non potremmo fidarci di essi», ha affermato. L’IA può aiutare a potenziare la ricerca, la progettazione e l’analisi, ma non elimina la necessità di persone che comprendano il problema da risolvere. Per i gestori sistematici, questo aspetto è particolarmente importante. I modelli possono elaborare grandi volumi di informazioni, ma la progettazione, la convalida, i controlli di rischio e l’interpretazione di tali modelli dipendono ancora dalla competenza umana.
Senza il suo contributo nel fornire il contesto ai risultati ottenuti da tali iniziative di IA, questi non sarebbero corretti e non potremmo fidarci di essi
La seconda questione relativa all’IA riguarda l’impatto che questa tecnologia sta avendo sui mercati. Kelly ha osservato che molti investitori hanno già un’esposizione significativa all’IA, sia direttamente attraverso titoli azionari quotati e investimenti privati, sia indirettamente attraverso strategie e indici che sono diventati più sensibili allo stesso fattore sottostante. La sfida sta nel fatto che anche le strategie non progettate esplicitamente intorno all’IA possono finire per esservi esposte.
Gli investitori hanno dovuto adeguarsi rapidamente, poiché la narrativa di mercato ha oscillato tra disinflazione, rinnovati timori di inflazione, aspettative sui tassi in evoluzione e rischio politico. Boley ha osservato che i mercati sono passati da un’attenzione alla deflazione e alla disinflazione a un dibattito più incentrato sull’inflazione; per Kelly, questo rappresenta un contesto difficile per gli approcci basati su una singola strategia. Una strategia momentum, ad esempio, può registrare buoni risultati finché un trend persiste, ma può trovarsi in difficoltà quando eventi di politica economica, shock geopolitici o rapidi cambiamenti nelle aspettative degli investitori provocano brusche inversioni di tendenza.
La risposta di Campbell consiste nel diversificare su diverse dimensioni. Kelly ha descritto l’approccio della società come «una storia di diversificazione tra settori, strategie, velocità e valore relativo». Ciò significa combinare modelli che si comportano in modo diverso a seconda delle condizioni di mercato, tra cui strategie macro, approcci neutrali rispetto al mercato azionario, sistemi a breve termine e posizioni di valore relativo.
La velocità è una componente importante di tale quadro. Le strategie tradizionali di trend-following spesso funzionano su orizzonti di medio-lungo termine, ma recentemente i mercati si sono mossi con maggiore rapidità. I modelli a breve termine potrebbero essere più adatti a reagire quando i mercati subiscono rapide inversioni di tendenza o quando gli eventi generano squilibri bruschi ma temporanei.
Un altro aspetto della diversificazione deriva dalla costruzione del portafoglio. Nelle strategie neutre rispetto al mercato azionario, ad esempio, Campbell cerca di evitare un’eccessiva concentrazione in un ristretto gruppo di grandi titoli tecnologici. Kelly ha osservato che la ponderazione equa dei singoli titoli, anziché l’esposizione ponderata per la capitalizzazione, può contribuire a ridurre il rischio di dipendere eccessivamente dalle società più grandi presenti negli indici statunitensi.
La stessa logica si applica all’ambito macroeconomico. Kelly ha contrapposto i periodi di limitata divergenza delle politiche, come quelli caratterizzati da un quantitative easing diffuso e da tassi bassi o pari a zero, a contesti in cui i paesi affrontano dinamiche inflazionistiche, politiche sui tassi, esposizioni energetiche e pressioni fiscali diverse. Quando i percorsi delle politiche divergono, le strategie macro sistematiche possono avere una gamma più ampia di opportunità da analizzare e su cui operare. Gli shock politici sono difficili da modellare e possono produrre esiti binari. Kelly ha sottolineato il valore di avere molte posizioni in un portafoglio, piuttosto che affidarsi solo a «due o tre» visioni di forte convinzione. L’obiettivo è smussare gli esiti e generare rendimenti su più temi.
La discussione ha inoltre messo in luce il motivo per cui UBP ha collaborato con Campbell attraverso la propria piattaforma UCITS U-Access. La piattaforma è stata progettata per fornire accesso a gestori di investimenti alternativi selezionati tramite una struttura UCITS, e la strategia di Campbell apporta un approccio sistematico e multistrategico. L’intelligenza artificiale e la volatilità macroeconomica possono sembrare argomenti distinti, ma entrambi sollevano questioni simili per gli investitori. Dove si stanno concentrando i rischi? Quali esposizioni sono intenzionali? In che misura un portafoglio dipende da un’unica narrativa di mercato? E con quale rapidità può reagire un processo di investimento quando tale narrativa cambia?
Le osservazioni di Kelly suggeriscono che, per i gestori sistematici, la risposta sta nel combinare le nuove tecnologie con un giudizio esperto e nell’abbinare l’analisi basata su modelli alla diversificazione tra strategie e orizzonti temporali. L’intelligenza artificiale potrebbe diventare uno strumento sempre più potente nel kit di strumenti di investimento, ma il suo valore dipende da come viene utilizzata, testata e interpretata. Gli eventi macroeconomici potrebbero continuare a generare incertezza, ma possono anche creare dispersione, ed è proprio nella dispersione che le strategie sistematiche diversificate possono trovare opportunità.
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