La settima edizione di Building Bridges, la più grande conferenza svizzera sulla finanza sostenibile, ha riunito a Ginevra, dal 6 all’8 ottobre, 2.600 partecipanti – con un aumento del 25% rispetto allo scorso anno – ai quali si sono aggiunti altre migliaia di partecipanti online. Sponsor sin dalla prima edizione della conferenza nel 2019, UBP continua a sostenere la sua missione volta a promuovere un dialogo costruttivo sulla finanza sostenibile e a rafforzare la collaborazione tra il settore finanziario e l’economia in generale.

Con il tema “Soluzioni investibili alle sfide globali”, la conferenza ha riunito un’ampia comunità di gestori patrimoniali, aziende, imprenditori, responsabili politici, accademici e organizzazioni della società civile, alla quale si è aggiunto anche un numero crescente di proprietari di asset. Insieme, i partecipanti hanno esplorato modalità concrete con cui la finanza può contribuire a plasmare un’economia più resiliente e sostenibile.

La partecipazione di alcuni dei più grandi fondi sovrani, fondi pensione, assicuratori e investitori istituzionali e del mercato privato a livello mondiale ha segnato una tappa fondamentale per la conferenza. Queste istituzioni allocano capitali su scala significativa e le decisioni che prendono oggi influenzeranno le economie, le infrastrutture e la resilienza per i decenni a venire.

In apertura della conferenza, Patrick Odier, presidente di Building Bridges, ha sostenuto che il dibattito si è decisamente spostato dall’identificare ciò che deve cambiare al determinare cosa sia investibile su larga scala e cosa genererà valore economico sostenibile.

Ha esortato i leader a farsi avanti, ricordando ai partecipanti che, sebbene «il capitale sia il motore», sono le politiche, i quadri normativi credibili, l’innovazione e l’attuazione a determinare la direzione, la portata e la velocità dei flussi di capitale.

«La sfida non è la mancanza di consapevolezza. Non è una mancanza di impegni, obiettivi o annunci. La sfida è la leadership. La leadership e la capacità dei decisori di trasformare questi rischi, l’innovazione tecnologica e le ambizioni politiche in proposte di investimento che soddisfino i requisiti e che possano adattarsi a un mondo in fase di riscaldamento».

Patrick Odier, presidente di Building Bridges

Questa «sfida dell’attuazione» è stata un tema ricorrente durante i tre giorni dell’evento. La transizione non manca di idee o soluzioni; il compito più urgente è tradurre conoscenze e impegni in decisioni di investimento, politiche pubbliche e azioni aziendali su larga scala.

Costruire economie resilienti

In un contesto caratterizzato da frammentazione geopolitica, incertezza economica, shock energetici, rapidi cambiamenti tecnologici e rischi climatici fisici sempre più intensi, la conferenza ha raggiunto un ampio consenso sui risultati necessari: economie più forti e resilienti, sistemi alimentari sostenibili e approvvigionamenti energetici affidabili a garanzia di valore a lungo termine.

La sicurezza energetica e alimentare, l’intelligenza artificiale responsabile, la decarbonizzazione, l’adattamento climatico e la natura sono stati tra i temi che hanno dominato le discussioni durante la conferenza. Tuttavia, le discussioni sono andate oltre le singole sfide, adottando una visione più ampia e sistemica per esaminarne le interdipendenze e i compromessi.

Secondo diversi relatori, le tensioni geopolitiche e la volatilità che stiamo vivendo potrebbero fornire lo slancio tanto necessario per la transizione verso un’economia sostenibile. Stimolando i risultati nel breve termine in settori quali l’energia pulita e i sistemi alimentari sostenibili, le crisi odierne potrebbero creare opportunità per i responsabili politici, le imprese e gli investitori di accelerare i profondi cambiamenti necessari per rimodellare l’economia e costruire un futuro più resiliente.

Ad esempio, gli shock nell’approvvigionamento petrolifero e le strozzature nella rete elettrica legate al conflitto in Medio Oriente hanno ridefinito le strategie di transizione energetica in molti paesi – un argomento che i nostri esperti hanno recentemente discusso in un podcast. L’elettrificazione, le energie rinnovabili e lo stoccaggio di energia stanno subendo un’accelerazione nel tentativo di ridurre l’esposizione alle interruzioni dell’approvvigionamento e agli aumenti dei prezzi. Sebbene le considerazioni ambientali possano non essere il motore principale, il risultato – la decarbonizzazione – sostiene comunque l’agenda della sostenibilità.

Valutare i rischi legati alla sostenibilità e cogliere le opportunità

Nel corso di tavole rotonde e workshop su temi quali clima, natura, agricoltura, infrastrutture e tecnologia, gli esperti hanno ripetutamente esortato le imprese e gli investitori a rafforzare la propria capacità di identificare, valutare e quantificare l’esposizione ai rischi legati al clima, all’acqua, alla perdita di biodiversità e ad altre sfide di sostenibilità. Poiché questi rischi – e le perdite finanziarie ad essi associate – aumentano, farlo non è più un optional, ma è essenziale per proteggere la redditività e sostenere la crescita.

Sebbene i dati e le metodologie siano più avanzati in settori come quello climatico, il campo continua a evolversi rapidamente. All’inizio di quest’anno, UBP ha contribuito a un rapporto pubblicato dal Cambridge Institute for Sustainability Leadership (CISL) che fornisce un approccio pratico e basato sui sistemi per aiutare gli investitori a comprendere in che modo i rischi ambientali e sociali, essendo interconnessi, possano amplificare l’esposizione finanziaria. Il rapporto delinea inoltre leve concrete per rafforzare la resilienza, ridurre la volatilità e sostenere lo sviluppo a lungo termine.

I rischi legati alla sostenibilità rappresentano solo un lato della medaglia; l’altro è costituito dalle opportunità offerte da soluzioni credibili e percorsi di transizione a lungo termine. I partecipanti a «Building Bridges» hanno ascoltato i leader aziendali e gli imprenditori di diversi settori che stanno sviluppando proprio queste soluzioni.

John Kerry, 68° Segretario di Stato degli Stati Uniti e co-presidente esecutivo di Galvanize, ha sottolineato questo punto nella sua chiusura della conferenza, esortando i partecipanti ad agire in base alle «scelte che ci sono a disposizione».

Maggiori informazioni sulla sostenibilità presso UBP